FERMATEVI!

FERMATEVI!

Fermatevi.

Semplicemente alt, stop, non muovetevi.

Non è più una richiesta. È un obbligo.

Io sono qui per aiutarvi. Questa montagna russa supersonica ha esaurito le rotaie. Basta aerei treni scuole centri commerciali incontri.

Abbiamo rotto il frenetico vortice di illusioni e “obblighi” che ti hanno impedito di alzare gli occhi al cielo, guardare le stelle, ascoltare il mare, farti cullare dai cinguettii degli uccelli, rotolarti nei prati, cogliere una mela da un albero, sorridere a un animale nel bosco, respirare la montagna, ascoltare il buon senso. Abbiamo dovuto romperlo.

Non potete sostituire Dio.

Il nostro obbligo è reciproco.

Come è sempre stato, anche se, ve lo siete dimenticati. Interromperemo questa trasmissione, l’infinita trasmissione cacofonica di divisioni e distrazioni, per portarti questa notizia:

non stiamo bene, nessuno di noi, tutti noi stiamo soffrendo.

L’anno scorso, le tempeste di fuoco che hanno bruciato i polmoni della terra non ti hanno fermato.

Né i ghiacciai che si disintegrano.

Né le tue città che sprofondano.

Nè la consapevolezza di essere il solo responsabile della sesta estinzione di massa.

Non ci avete ascoltato.

È difficile ascoltare essendo così impegnati, lottando per arrampicarsi sempre più in alto sull’impalcatura delle comodità che ti sei costruito.

Le fondamenta stanno cedendo, si stanno inarcando sotto al peso dei tuoi desideri fittizi.

Io ti aiuterò.

Porterò le tempeste di fuoco nel tuo corpo, Inonderò i tuoi polmoni. Ti isolerò come un orso polare su un iceberg alla deriva.

Ci ascolti adesso? Non stiamo bene.

Non sono un nemico, sono un mero messaggero, sono un alleato, sono la forza che riporterà l’equilibrio.

Ora ci devi ascoltare, stiamo urlando di fermarti!

Fermati, taci, ascolta….

Ora alza gli occhi al cielo, come sta? Non ci sono più aerei.

Quanto ti serve che stia bene per godere dell’ossigeno che respiri? Guarda un albero, come sta? Guarda l’oceano, come sta? Guarda i fiumi, come stanno? Guarda te stesso, come stai?

Non puoi essere sano in un ecosistema malato.

F E R M A T I

Molti hanno paura adesso.

Non demonizzare la tua paura, non lasciarti dominare.

Lascia che ti parli, ascolta la sua saggezza.

Impara a sorridere con gli occhi.

Ti aiuterò, se ascolti.

Testo & editing: Darinka Montico

Voce: Giulia Chianese

Cambiare vita si può e si deve fare

Cambiare vita si può e si deve fare

Troppo spesso non riusciamo a comprendere che il nostro malessere dipende quasi esclusivamente da quello che la nostra mente percepisce di sbagliato in quello che ci circonda.

Sia il lavoro, la città, il clima o semplicemente la irrefrenabile voglia di cambiare la routine e reinventare a nostra vita, come una seconda opportunità.

Ed è di questo che parliamo infatti, perchè anche se dobbiamo lavorare, portare i bambini a scuola, fare la spesa e occuparci di tutte le incombenze quotidiane cambiare vita significa riscoprire emozioni, ritrovare profumi e vedere la giornata che si affaccia con occhi diversi e con un altro tipo di approccio.

Questa nuova motivazione spinge il motore della vita come se fossimo passati da una Panda a una Ferrari in men che non si dica.

E’ un tocca sana esattamente come mangiare 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, come rivivere tutti i giorni la finale della tua squadra preferita, come il giorno del tuo compleanno quando gli amici ti fanno una festa a sorpresa….

Sempre più spesso parlo con giovani e anche giovanissimi che già vogliono ripartire da Barcellona.

In parte mi dispiace perchè io ho maturato questa scelta molto più grande e in parte li appoggio perchè è tutto più semplice e ci si adatta molto più rapidamente.

Però l’entusiasmo e l’energia sono uguali, ve lo posso garantire.

E per questo dico che cambiare vita si può e si deve” perchè una volta fatto i primo passo tutto il resto scivola via senza nemmeno che ve ne rendiate conto.

Lo dico con certezza perchè ci sono passato e perchè è successo a tutte le persone che abbiamo aiutato a venire a vivere qui a Barcellona.

A Barcellona diventa tutto più semplice e meno farraginoso che in Italia.

Le barriere qui sono solo mentali.

 

Fabio Ciabattini

Clima e ambiente a Barcellona

Clima e ambiente a Barcellona

Clima e Ambiente a Barcellona

Non c’è che dire….quando sono di ritorno a Barcellona dopo un viaggio mi accoglie sempre quella riconoscibile aria di casa……mettendo il naso appena fuori dall’aeroporto mi investe subito il sole caldo e l’aria leggera del mare…..

Trovo inconfondibile questo profumo che probabilmente riconoscerei anche a occhi chiusi.

Il Sindaco di Barcellona sarebbe uno scellerato se non prestasse la massima attenzione al tema ambientale in questa città!

E infatti, negli anni che sono qui ( non molti in rapporto a una vita) ho visto cambiare radicalmente quartieri e strade a favore di verde e aree pubbliche per il benessere dei cittadini e dei tanti turisti che la visitano ogni giorno.

Mano mano Barcellona diventerà una città completamente a misura d’uomo, con vie pedonali mezzi pubblici e nessuna auto o solo elettriche.

Questo è il prossimo obbiettivo di Barcellona che non credo  tardi molto a realizzarlo insieme a i progetti di riqualificazione e  rinnovamento anche nell’hinterland della città.

Il piano urbanistico di Barcellona prevede di diminuire drasticamente le auto inquinanti a favore della mobilità a impatto zero nel più breve tempo possibile.

 

Questo si traduce in minori costi per la sanità pubblica, cittadini sani e produttivi, anziani attivi e longevi.

Come molti Paesi del Nord Europa il tema clima e ambiente è estremamente sentito a Barcellona. 

 Dal 1 Gennaio 2020 è STOP alle auto inquinanti e entro il 2023 si tenderà a vendere solo veicoli elettrici o ecologici.

 Ma non solo i veicoli sono al centro dell’attenzione comunale.

 

Sistemi di riscaldamento a bassissimo impatto ambientale, luci stradali con energia solare e materiali Bio per costruzioni e ristrutturazioni di case e uffici.

 Barcellona è sempre “sul pezzo” e va avanti più rapida di tanti altri Paesi.

 Il centro dei progetti del Comune di Barcellona E’ SEMPRE IL BENESTARE DI TUTTI, grandi e piccoli.

 

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Le Dune di Barcellona

Le Dune di Barcellona

Le Dune di Barcellona sono uno spettacolo di natura protetta alle porte di Barcellona.

Oggi più che mai sentiamo il bisogno di proteggere il nostro ambiente per evitare l’estinzione della nostra specie che inevitabilmente segue il suo percorso.

Lo so, sono parole pesanti, ma è cosi’.

Possiamo rallentare o addirittura potremmo evitare questo?

Non lo so, non sono uno scienziato, sicuramente non abbiamo fatto molto fino oggi e continuiamo a stare con le mani in mano.

Forse perchè crediamo che con le piccole cose non si possa risolvere niente.

Ma se uniamo tante, milioni di piccole cose ne possiamo farne una grandissima.

Questo è il mio personale pensiero e di tante persone che come me aiutano a mantenere inalterato questo piccolo angolo di paradiso delle Dune di Barcellona.

Ma veniamo a quello che abbiamo fatto con il coinvolgimento del comune di Gava, dell’AMB e di altre associazioni locali e internazionali, per dare il nostro piccolo contributo.

 

PIANTARE DUNE 

Agendo su di esse prima che l’innalzamento del mare le faccia scomparire.

Questo è l’obiettivo del progetto Hybrid Dunes che l’area metropolitana di Barcellona (AMB) sta promuovendo in collaborazione con un’altra iniziativa.

Il potenziale operativo delle applicazioni di ricerca sugli ecosistemi (OPERA), finanziato dall’Unione Europea.

 

Gestire le dune è qualcosa di fondamentale ed è la garanzia che continueremo ad avere spiagge sane e vive.

Senza dune non ci sono spiagge, e questo sarà sempre più evidente con i cambiamenti climatici.

Inoltre, le dune sono considerate barriere fisiche che impediscono allagamenti.

Il progetto iniziato nel 2014 sulle spiagge di El Prat de Llobregat , Viladecans , Gavà , Calafell e Castelldefels prevede anche la partecipazione attiva dei cittadini. 

E qui entriamo in azione noi.

Siamo andati con un centinaio di persone a piantare 300 esemplari di canna (Ammophila arenària) a Gavà Mar.

Questa pianta è un elemento “essenziale” per la formalizzazione e il consolidamento delle dune.

I cambiamenti climatici e l’uso massiccio delle spiagge hanno prodotto che la generazione di dune naturalmente non avviene allo stesso modo di anni fa. Pertanto, questa iniziativa mira a fornire un sostegno artificiale per il recupero di questo ecosistema. Ecco perché sono chiamate dune ibride.

 

Di cosa ha bisogno una duna e come viene aiutata?

Le dune di Barcellona hanno bisogno di quattro elementi per formarsi .

Innanzitutto, la dinamica del mare consente alla sabbia di raggiungere la spiaggia. 

Quindi è necessario un vento abbastanza potente da trasportare grandi quantità di sabbia e che questa sabbia sia asciutta. Terzo, che esiste una canna capace di trattenere la sabbia e, infine, lo spazio per le dune.

Questa pianta che ama il sale, che è in grado di vivere in climi estremi di siccità e che aiuta a riparare i sistemi di dune grazie al loro radici.

Abbiamo realizzato  buche di circa 60 cm di profondità in modo che la pianta sia ferma

Ognuna di queste potrebbe formare una duna grazie all’azione del vento.

Secondo il luogo in cui è collocata la duna, è facile per il vento scoprire la pianta e la duna scompare , abbiamo l’opportunità di correggere gli errori commessi e conciliare l’uso di una spiaggia urbana con la presenza di ecosistemi di dune è una delle grandi sfide poste da questo esperimento scientifico, che richiede la partecipazione e la collaborazione dei cittadini in tutte le sue fasi.

Con questo progetto si vuole imparare a gestire le dune in un areee urbane.

E questo compito sarà molto più semplice se migliaia di persone aiutano in questo progetto.

Qui sotto il nostro Video con la partecipazione di Greta, la mia nipotina, che coinvolgo sempre quando c’e’ da salvare il nostro pianeta.

I bambini sono il nostro futuro più prossimo.

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Gli ospedali a Barcellona

Gli ospedali a Barcellona

Un paio di settimane fa abbiamo approfittato per controllare “da vicino” come funzionano gli ospedali qui a Barcellona.

Non vi allarmate ( stiamo bene!!) però visto che ci è toccata questa “gita” ve ne parliamo volentieri sperando che nessuno ne abbia mai bisogno.

Comunque: ESAME FINALE: 8 +++


URGENZA: triage immediato
POST TRIAGE: tempi di attesa tra un esame e l’altro al massimo 20/30min.
CONSULTA FINALE CON MEDICO rispetto all’ora di ingresso: un paio di ore.
In questo caso si è deciso di comune accordo per il ricovero, pochi giorni per trovare il nocciolo del problema.
INFERMIERE: angeli, SEMPRE con il sorriso, mai stanche mai maleducate, anzi persino talmente divertenti da far ridere tutto il corridoio.
STANZE: Pulitisssssssime, se sei in grado di alzarti dal letto e vai in bagno lo trovi rifatto di tutto punto. Niente disordine.
ORARIO VISITE: Quando vuoi, dalle 8 alla mattina alle 11 la sera, non ci sono orari.
WIFI: per tutti, funziona benissimo
PAPPA: Colazione h. 9 (prima si dorme tranne controllino alle 6.30) .Cappuccino, pane, burro e marmellata.
Pranzo e Cena h. 13 e h. 19.30.


Molta cura e attenzione nel malato, in tutti i bisogni e in tutte le forme. Sempre ti chiedono se stai bene, come ti possono aiutare e se hai bisogno di qualcosa.
Non sono paranoici quando devi prendere le tue pastiglie personali, le prendi e punto.
Se sei in grado di camminare sei libero di andare dove vuoi non sequestrato sennò ti sgridano…
Nel complesso una “bella” esperienza……..come tutti gli ospedali qui in Catalogna.

Ecco la nostra personalissima valutazione di  come funzionano gli ospedali a Barcellona.

 

Un particolare ringraziamento a tutto il personale dell’Hospital Universitari Sagrat Cor.